Adriano a Cortona

[83° grammo]

Se vi capita di passare per Cortona vi consiglio di fare una visita al MAEC: Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona.

Tra la varie cose che potrete ammirare ci sono anche svariate monte antiche come questa qui sotto. È un sesterzio dell’Imperatore Adriano, una moneta in oricalco (rame e zinco) molto diffusa per i scambi commerciali quotidiani.

 

sesterzioadriano

La sua diffusone ed anche la sua dimensione (diametro di circa 33 cm), fece del sesterzio un’ottima moneta per scopi di comunicazione e propaganda.

Dritto: il busto laureato dell’Imperatore Adriano (Hadrianus Augustus)

Rovescio: la dea Roma tiene nella mano destra la Vittoria, e nella mano sinistra la Cornucopia

Sembra che dopo le guerre di conquista di Traiano, Adriano abbia voluto mandare dei messaggi di tranquillità al popolo romano; come dire godiamoci l’abbondanza delle vittorie fin qui ottenute ed accontentiamoci. Adriano infatti chiuse l’epoca delle conquiste ad est di Traiano, ritirandosi a protezione dei confini

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il Bisonte: la nuova icona USA

[82° grammo]

Dopo l’aquila calva, anche il bisonte sta per diventare una icona americana.

Il Congresso USA ha infatti confermato il National Bison Legacy Act, il disegno di legge con il quale si adotta il bisonte come simbolo ed emblema nazionale. Quando anche il Presidente Obama porrà la sua firma, il bisonte sarà il primo mammifero nazionale americano a condividere con l’aquila, che lo ha dal 1782, il privilegio di essere il simbolo degli USA.

Un tributo che riconosce il ruolo storico e culturale di questo possente quadrupede,  che è stato fonte di vita per le tribù indiane, e parte integrante di un ecosistema delle praterie americane.

La notizia mi ha fatto subito andare alla mia modestissima collezione per ripescare questa moneta del 1937.

USA-FIVECENT-1937

Five Cent – “Buffalo” 1937

Il Five Cent Buffalo oltre ad essere una moneta molto bella è anche particolarmente significativa perché commemora un pezzo di storia, mettendo in relazione i nativi americani con la loro fonte di vita primaria.

Buffalo? Si, perché negli USA il bisonte è anche chiamato informalmente buffalo; probabilmente il termine è stato utilizzato dai colonizzatori europei alla vista del bisonte americano.

(fonte : https://www.washingtonpost.com/news/animalia/wp/2016/04/27/how-the-bison-once-nearing-extinction-lived-to-become-americas-national-mammal/)

 

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il Seno di Ceylon

[81° grammo]

Le monete ci parlano di tante cose: di storia, di geografia e a volte anche di trigonometria, come nel caso dei 10 cents Ceylon del 1944.

CEYLON 10CENTS 1944

collezione privata

Visto che parliamo di trigonometria andiamo per gradi.

Ci sono varie cose che mi affascinano di questa moneta:

Ci parla di uno stato, CEYLON, il cui nome evoca tè e cannella, uno stato che oggi non c’è più o meglio ha cambiato nome in Sri Lanka.

Ci ricorda che l’India nel 1944 era ancora sotto il dominio inglese e Giorgio VI, il padre di Elisabetta II, è stato l’ultimo Imperatore d’India.

E poi, mi piace il carattere utilizzato e l’incastro tra il 10 e la parola CENTS

Ma ancor di più sono attratto dalla forma del bordo: una moneta ad otto lati curvi. Ho passato un pomeriggio a pensare alla matematica contenuta in questa forma; alla funzione geometrica in grado di rappresentarla; e mi sono dato una sfida personale: scoprirla e tentare di riprodurla.

Ho scoperto che questa forma è data dalla funzione trigonometrica del seno (spero di non perdere lettori); si tratta quindi di un’onda sinusoidale ripetuta otto volte attorno ad un cerchio (ecco a che serve la trigonometria).

senocerchio

Chi volesse cimentarsi a riprodurla questa è la funzione polare:

R=R+Asin(8θ)

R= raggio, A=ampiezza della sinusoide

Scoperta la funzione sono passato al programma; ho utilizzato Scratch e dopo svariati tentativi falliti sono arriviato alla soluzione

Ci sono poche cose come le monete in grado di essere spunto per scoperte affascinanti

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Waterloo 2.5

[80° grammo]

A parte un certo dirigente di Telecom Italia di cui parlerò dopo, tutti sappiamo che Waterloo evoca la disfatta, la definitiva sconfitta di Napoleone Bonaparte avvenuta il 18 giugno del 1815 in quella cittadina del Belgio. Per celebrare il bicentenario della battaglia di Waterloo, il governo belga aveva pensato bene di emettere una moneta commemorativa da 2€ ma le autorità francesi l’hanno presa molto male e si sono opposte. 2€waterloo I belgi hanno preferito evitare un contenzioso diplomatico ed hanno abbandonato il progetto dei 2€ Waterloo, ma probabilmente perché avevano in mente come aggirare l’ostacolo. L’emissione degli euro è regolamentata dalle norme comunitarie della BCE. Ogni moneta ha una faccia comune, il rovescio, ed una faccia nazionale, il dritto, definite in fase di costituzione dell’euro. Ogni paese della Unione Europea può emettere fino a due monete commemorative da 2€ ogni anno, mettendo il motivo commemorativo nella faccia nazionale. Quando un paese intende farlo deve informare la Commissione europea e gli altri Stati membri dell’UE perché queste monete circolano in tutta l’area euro. Ma i paesi che lo ritengono necessario possono anche coniare monete speciali con valori diversi da quelli standard. In questo caso non devono informare le autorità europee perche queste monete speciali possono circolare solo nel paese che le emette. E cosa ha fatto il Belgio?

Ha coniato una bella moneta da 2,5€ Waterloo!

Ho atteso di riceverla prima di scriverne, ed ora che è tra le mie mani posso dirvi che: la moneta è di ottone, pesa 11 grammi ed ha un diametro di 25,5 mm.

Il dritto mostra un leone sopra la collina di Waterloo, le date, e sotto la scritta WATERLOO e gli schieramenti delle forze in battaglia: in alto le forze britanniche comandate dal Duca di Wellington, sotto le truppe di Napoleone, a destra quelle prussiane del feldmaresciallo von Blücher.

battaglia_waterloo

Questa moneta andrebbe donata a Luca Luciani, quel manager di Telecom Italia autore di uno dei più famosi epic fail della storia mediatica recente. Nel corso di una convention aziendale nel 2008, con tono aggressivo e spocchioso tentava di incitare i venditori Telecom, attaccando i pessimisti e portando come esempio Napoleone alla battaglia di Waterlo

“Tutti lo davano per fatto, cotto; Napoleone fece il suo capolavoro a Waterloo”

Ricordo che nei giorni successivi feci un incontro di lavoro nel quale partecipò un ex dirigente Telecom Italia. Non so se fosse amico di Luciani ma era molto infastidito dal fatto che tutti parlavano di quell’immenso scivolone, diciamo così. Con tono irritato ci chiese: “ma perché secondo voi per fare il manager di Telecom bisogna conoscere la storia?” Rimanemmo un po’ stupiti da quella domanda che per lui era retorica, intendendo che no, non serve sapere la storia ad un manager di Telecom. A parte il fatto che conoscere la storia serve a tutti a prescindere dal lavoro che si svolge, gli dissi: “ma se ad un manager Telecom non serve conoscere la Storia, allora perché Luciani pretende di farne uso, e poi così malamente” Qui sotto il video; godetevelo

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Scegli la moneta per i 30 anni della bandiera UE

[79° grammo]

La bandiera dell’Unione Europea compie 30 anni e la Commissione Europea indetto un concorso-consultazione aperto a tutti i cittadini UE per scegliere l’immagine della moneta da 2€ che sarà emessa per commemorare l’evento.

coineu

 

Sul sito del concorso si può votare una delle cinque proposte per il dritto della nuova moneta. Per vedere i dettagli basta passare il mouse sopra le immagini e si ottiene uno zoom della singola moneta. I cittadini sono quindi chiamati a scegliere l’immagine dei 2€ per il trentennale della bandiera UE e coloro che parteciperanno avranno la possibilità di vincere dei premi.

bandiera-europea

 

La bandiera UE nasce in realtà nel 1955 per volere del Consiglio d’Europa, fondato sei anni prima per promuovere i diritti umani e la cultura europea. Nel 1985 è stata adottata come bandiera ufficiale della UE.

Lo sfondo blu intenso sta ad indicare il colore del cielo di ponente, mentre le dodici stelle dorate disposte a cerchio sono il simbolo della solidarietà e dell’unione. Non fatevi trarre in inganno dal numero dodici, perché non indica il numero degli stati aderenti, se è questo a cui stavate pensando. Si tratta di un antico simbolo di perfezione; il sistema duo-decimale (base 12) è stato usato dai tempi più antichi fino alla rivoluzione francese, quando venne introdotto il sistema metrico-decimale. Questo sistema sopravvive ancora oggi in alcune abitudini sociali; ad esempio, i servizi di piatti sono sempre da dodici o multipli/sottomultipli 

APPROFONDIMENTI

http://coin-competition.eu/it/

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Uno scellino nella capsula del tempo

[78° grammo]

Boston, 1795; si inaugura la costruzione del nuovo palazzo governativo: la State House. Due persone importanti si fanno avanti, sono patrioti, nomi famosi della rivoluzione americana. Uno dei due, Samuel Adams è l’attuale governatore del  Massachusetts, l’altro Paul Revere, è un incisore, incaricato di realizzare i rivestimenti del palazzo. Mentre vengono posate le prime pietre, i due ci infilano una scatola verde e la sotterrano: è una capsula del tempo.

AdamsRevere

Il loro obiettivo è mandare un messagio nel futuro; come? Con una scatola solida e capiente nella quale inserire degli oggetti messaggeri, che parlino alle persone del futuro, di quel luogo, di quel periodo, di quella storia.

Pensateci un attimo: cosa mettereste in una capsula del tempo?

Mentre ci pensate andiamo avanti nel tempo

Boston, 1855; nel corso di lavori di ristrutturazione la capsula viene ritrovata ed aperta. Visti il contenuto, Il governatore fa sostituire la scatola con una in lega di ottone, e ci aggiunge degli oggetti dell’epoca. La capsula viene quindi richiusa e ricollocata dov’era, nelle mura del palazzo.

Boston, 2015; alcuni operai stanno riparando una perdita d’acqua e casualmente  (ri)scoprono la capsula del tempo di Adams e Revere. Il 6 gennaio la scatola viene aperta durante una cerimonia pubblica al Museum of Fine Arts, di  Boston.

(AP Photo/Steven Senne)

(AP Photo/Steven Senne)

Capsula del tempo di Boston

(AP Photo/Steven Senne)

 Bene, ora è arrivato il momento di dire cosa c’è dentro

  • Cinque giornali, messi durante il primo ritrovamento.
  • Una medaglia con l’effige di George Washington,
  • dei documenti di epoca coloniale,
  • una piastra d’argento commemorativa della State House,
  • ma soprattutto 23 monete.

Alcune di queste ultime risalgono alla seconda metà dell’ottocento, quindi aggiunte durante il primo ritrovamento. Ma altre sono state messe direttamente da Adams e Revere, ed in particolare quella mostrata nella foto.

PineTree Coin - Capsula del tempo di Boston

(AP Photo/Steven Senne)

Non è un caso che abbiano scelto proprio quella, perchè è un vero pezzo di storia americana. Si tratta di una moneta da 12 pence (1 scellino) tipo PineTree, con data 1652.

Che messaggio hanno voluto mandare nel futuro Adams e Revere, mettendo nella capsula del tempo questa moneta, che li ha preceduti di oltre cento anni?

Forse un messaggio di libertà.

Questa è uno dei primi esempi di moneta coloniale americana, ossia coniata sul posto, e quindi, di fatto, una moneta tecnicamente illegale. Le colonie ed i coloni sottostavano ovviamente alla legge inglese e quindi non potevano certo battere moneta su territorio inglese, diritto che spettava al solo sovrano britannico. Ricordiamo che nella metà del 1600 l’impero britannico aveva colonizzato buona parte della fascia costiera orientale americana,  stabilendo quelle che diventeranno le famose tredici colonie inglesi. E per la legge in vigore, non solo era vietato battere una moneta, ma tutto quello che di valore veniva trovato o prodotto nelle colonie doveva arrivare alla madre-patria inglese.

Questi 12 pence – Pine Tree, arrivati fino a noi nella capsula del tempo, ci dicono quindi una cosa precisa: che nella metà del 1600, i coloni hanno smesso di essere degli Inglesi trapiantati ed hanno incominciato a sentirsi Americani, a pensare da Americani. Il bisogno di una propria moneta per i loro commerci era anche il segnale di una voglia di indipendenza che arriverà un centinaio di anni dopo.

pine shilling

Sul dritto della moneta è rappresentato l’albero del pino, il cui legno costituiva tra le maggiori risorse da esportazione per i coloni, contornato dal nome della colonia MASATHVSETS, che probabilmente richiama al nome dato dai nativi a quella zona.

Sul rovescio: NEW ENGLAND sul contorno a richiamare il nome della zecca e della regione, sotto XII per il valore (12 pence) e la data 1652. Questa data nasconde un piccolo stratagemma. A prescindere dalla vera data di coniazione, queste monete riportavano sempre 1652, sia perchè erano l’anno di nascita di quella zecca, sia perchè in quell’anno non c’era un regno inglese ma la repubblica di Oliver Cromwell. Era quindi un tentativo per dire: “questa moneta non è illegale perchè è stata battuta in un anno in cui non c’era un Re”. Ma forse anche per richiamare agli ideali repubblicani, che saranno quella della rivoluzione.

Ecco perchè Adams e Revere hanno messo lo Scellino PineTree nella loro capsula del tempo.  Voi avete pensato a cosa mettereste?

P.S. la capsula probabilmente verrà richiusa con nuovi oggetti e ri-sotterrata nella State House dovè rimarrà fino al terzo ritrovamento

APPROFONDIMENTI

http://www.ilpost.it/2015/01/07/capsula-tempo-boston-aperta/

http://it.wikipedia.org/wiki/Capsula_del_tempo

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Il tesoro di Jersey

[77° grammo]

Jersey è la più grande delle isole del Canale della Manica, distante pochi chilometri dalla penisola del Cotentin, in Normandia. Nel 2012 in un campo nella zona di Grouville, due appassionati con il cerca-metalli trovano un tesoro: incastonate nel fango ci sono circa 70.000 monete Celtiche e Romane. Un tesoro attualmente stimato in dieci milioni di sterline.

TesoroJersey

 

Le monete risalgano a circa 2000 anni fa, un tesoro probabilmente appartenente ai Coriosoliti, un popolo celtico della Gallia abitante nella penisola del Cotentin e sottomesso da Giulio Cesare (nel cerchio blu l’isola di Jersey)

gallia

Ora tocca agli archeologi, rimuovere e ripulire moneta per moneta. Si sono dati l’obiettivo di completare il lavoro in tre anni, ossia ripulire circa 500 monete a settimana

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