Arancia-Spiga-Uva-Olivo il 2 giugno delle monete


[9° grammo]

Libero nasce il 2 giugno 1946; la sua è una famiglia contadina che si sostiene lavorando duramente quel pezzo di terra ancora provato dai bombardamenti alleati. Quel due giugno era una stupenda giornata di sole, le piante di ulivo erano in fiore ed il grano era già alto e da li ad un mese sarebbe stato pronto per la mietitura. Parte della famiglia era intenta a lavorare nei campi ma con un orecchio teso verso l’interno della casa dove il resto della famiglia curava la giovane madre che stava per partorire. Avrebbero tutti aspettato la nascita di Libero prima dei recarsi al seggio per votare “repubblica”. E cosi fecero.

Umberto II, divenuto Re il 9 maggio per l’abdicazione di Vittorio Emanuele III, aveva dato l’incarico a Giuseppe Romagnoli, lo scultore autore di buona parte delle monete degli ultimi trent’anni, di disegnare delle nuove monete che avrebbero dovuto sostituire quelle raffiguranti il padre e segnare una svolta pacifica e di ricostruzione per la nazione. Pensava che sarebbero state le sue monete ma così non fu.

2 giugno 1946, il referendum popolare decreta la fine del Regno d’Italia e la proclamazione della Repubblica.

L’artista Giuseppe Romagnoli e l’incisore Pietro Giampaoli si rimettono all’opera; bisogna sostituire tutta la monetazione sabauda del ventennio fascista e dare agli italiani nuove monete. Niente più nodi e scudi dei Savoia, niente più fasci littori, niente più volti di sovrani.

Libero piangeva, aveva fame e la madre corse dai campi per allattarlo; aveva gia tre mesi quando il Capo Provvisorio dello Stato, Enrico de Nicola, il 6 settembre firmò il Decreto C.P.S. n° 298 per l’emissione delle nuove monete della repubblica da 1, 2, 5 e 10 lire. La zecca usò una nuova lega leggera per queste monete: l’italma, formata da alluminio, magnesio e manganese. Arancia, Spiga, Uva, Olivo sono i nuovi tipi

Libero iniziò a mangiare le prime pappette e minestrine, aveva ormai sei mesi quando mancavano quattro giorni a natale; era il 21 dicembre 1946 e le prime monete della neonata repubblica italiana iniziavano il loro corso legale.

Il padre di Libero aveva trovato lavoro nel cantiere dove lavorava il fratello, se le cose andavano bene riusciva a guadagnare anche 9.000 lire al mese. Era appena finito il loro turno, dovevano prendere il tram fino alla stazione e quindi il pulman che li avrebbe lasciati al bivio per il loro paese e da qui proseguire a piedi per quattro chilometri prima di arrivare a casa.

 

Il tram costava 4 lire, ma non più quelle in nichel con l’aquila sabauda che stringeva il fascio littorio, non più quelle dell’impero, da quel giorno c’erano le nuove lire. Il bigliettaio fece vedere a tutti le nuove monete appena uscite dalla zecca, il padre e lo zio di Libero le guardarono con interesse: “sembra una mela” disse qualcuno, “no, è un’arancia” rispose un altro mentre ammiravano la nuova moneta da una lira; “guardate qua” disse ancora un altro mentre maneggiava la moneta da dieci lire “sembrano proprio le mie olive”.

10L Olivo 1946

Il padre di Libero era affascinato da quelle piccole e leggere monete; c’era il suo mondo impresso sopra , il mondo che aveva da poco lasciato per andare a lavorare in città: la terra ed i suoi frutti.

Giuseppe Romagnoli doveva rappresentare sulle monete la fine definitiva di un duro periodo funestato dal regime nazi-fascista e dagli eventi bellici; erano necessari messaggi di pace, di speranza e di voglia di ricostruzione.

2L Spiga 1946

Decise quindi che il richiamo alle origini contadine del popolo italiano era il simbolo migliore di riunificazione in cui tutti si sarebbero ritrovati.

5L Uva

L’incisore Pietro Gianpaoli coniò le nuove monete ideate dal Romagnoli così come avveniva ormai da oltre trent’anni: l’arancia su una lira, la spiga sulle due lire, l’uva sulle cinque lire e l’olivo sulle dieci lire. Il progetto ideato sotto Umberto II venne confermato da Enrico De Nicola ma con la variante della dicitura: “REPVBBLICA ITALIANA”.

1-2-5-10 Lire emesse nel 1946

Chissà che non esista veramente un Libero nato il 2 giugno del 1946? Se ne conoscete uno fatemelo sapere.

ARANCIA – SPIGA – UVA – OLIVO : EVVIVA LA REPUBBLICA

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5 risposte a Arancia-Spiga-Uva-Olivo il 2 giugno delle monete

  1. zed78f@hotmail.it ha detto:

    quanto varrebbe oggi una dieci lire di allora???
    anche se rovinata dal mare????

  2. grammidistoria ha detto:

    @Daniele: è vero, gli euro non sono proprio all’altezza; soprattutto se paragonati alla superba monetazione del Regno di Vittorio Emanuele III, che ha battuto tantissime monete e di grande qualità espressiva ed artistica, almeno fino all’impero. Ma lui era un appassionato numismatico e quindi….

  3. Daniele Riva ha detto:

    La cosa che più mi sorprende è l’estrema semplicità della scheda, nonostante l’importanza del quesito. I referendum degli ultimi vent’anni, tutti falliti, avevano delle domande per le quali occorreva perlomeno un master in burocratese. Invece qui Repubblica e Monarchia, un quadratino per scegliere e basta. Dov’è andata a finire tutta la schiettezza e la chiarezza di allora? Cosa abbiamo fatto per ridurci così? Un altra cosa che mi viene da dire è sulla bruttezza degli eurospiccioli italiani: forse si potevano recuperare quei simboli invece di metterci dei monumenti isolati. Comunque, mi pare che anche gli altri paesi europei, salvo l’Austria, non stiano troppo meglio. Forse è proprio la valuta comune che invita alla sciatteria.

  4. Carmela Talamo ha detto:

    Non so se sia veramente nato un Libero il 2 giugno 1946 ma, di sicuro, è così che si saranno sentiti tutti gli italiani che quel giorno hanno votato Repubblica. Liberi. Finalmente liberi.

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