accadde a Brescello


[29° grammo]

Se dico Brescello cosa vi viene in mente?

Certo, Peppone e Don Camillo, la famosa saga catto-comunista dell’Italia del dopoguerra raccontata nei celebri romanzi di Guareschi, poi incarnata con enorme successo televisivo da Gino Cervi e da Fernandel. E’ in questo paesino nei pressi del Po, in provincia di Reggio Emilia, che Guareschi inscena con venti anni di anticipo il modello del compromesso storico.

Però, nonostante il mio interesse per la storia politica, non starei qui a parlarvi di Brescello se non ci fosse un link con le monete. E la relazione evidentemente c’è.

Infatti in questo comune della bassa nel 1714 venne ritrovato uno dei più grandi depositi numismatici della storia, costituito da ben 80.000 monete romane tra cui decine di migliaia di aurei imperiali.

Nonostante che i numismatici accademici vedano i collezionisti come fumo negli occhi e proprio grazie a loro che una minima parte di quel tesoro si sia conservata. La maggior parte delle monete d’oro vennero infatti vendute e fuse per coniare gli zecchini veneziani, mentre le monete di rame e bronzo vennero utilizzate nella viticoltura dopo averle trasformate in solfato di rame.

Ve lo dico subito; diversamente da altri paesi in cui chi ritrova un tesoro numismatico viene premiato e/o reso partecipe della conservazione, in Italia dovete immediatamente avvisare i carabinieri se non volete passare guai seri.

Questa voce è stata pubblicata in Spigolature e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...