la moneta del pianeta


[33° grammo]

Quello che so è che i sogni qualche volta si avverano”

Sandro Sassoli nel 1996 ha una visione: quella di realizzare la moneta unica per l’intero pianeta. Concepisce così questo progetto:

L’idea di una moneta unica per tutti i popoli della terra può sembrare banale, sicuramente balzata alla mente di tanti, ma Sassoli  ha avuto la determinazione di perseguirla.

Vi dico subito perché mi piace: perché al posto di utilizzare una moneta esistente come moneta unitaria, si sceglie di crearne una nuova, non legata a nessuna cultura ne a nessun popolo e quindi facilmente accettabile da tutti.

La UFWC è l’esperanto delle monete; nessuna egemonia di una potenza, o di una cultura, o di una razza, ma senso di comunità planetaria tra diversi. Sassoli ed il suo team hanno scritto un  manifesto di 10 articoli che definisce motivazioni, scopi e obbiettivi della United Future World Currency.

Monete con funzioni globalizzatrici sono state già viste nella storia, grazie alla potenza ed alla fama dei condottieri effigiati . I Tetradrammi di Allessandro Magno sono stati la prima moneta a più alta diffusione e penetrazione non solo nel suo vasto impero ma anche al di fuori, ed hanno continuato ad circolare per oltre un secolo dopo la sua morte. Stesso può dirsi di Giulio Cesare, di Carlo Magno e anche di Napoleone. Il problema è che le loro monete rappresentavano una potenza, una cultura, e quindi un dominio.

Il primo reale tentativo di unitarietà è stata l’Unione Monetaria Latina , la nonna dell’euro,  in cui monete di doversi stati avevano uguale peso, uguale  titolo a quindi medesimo valore.

Poi c’è stato l’euro: la dimostrazione che popoli e culture diverse possono adottare la stessa moneta e tramite questa sentirsi parte di una comunità; perché questa moneta non è vissuta come quella di un vincitore, o di un dominatore.

Quindi Sassoli si è detto: se è stato possibile fare l’euro allora è anche possibile fare UFWC. E pare che la pensino così anche molte autorità sia in ambito economico che istituzionale visto il successo ottenuto dal progetto durante nel presentazioni fatte  al G-8 ed al G-20

La Zecca del Belgio è stata la prima a fare un test ed altre zecche si stanno interessando. Questo è la prima ipotesi di UFWC

Dritto /d: al centro il numero 1 ripetuto cinque volte per ogni continente. Sul giro l’iscrizione “ UNITY IN DIVERSITY”  e cinque stelle. L’autore del dritto è Luc Luycx, designer della Zecca Reale del Belgio e autore delle facce comuni degli Euro. Luc era in un ingegnere informatico della Zecca che però amava anche il disegno a mano libera. Il suo responsabile, forse intuendo le doti di quel programmatore, gli fece seguire un corso di Corel Draw . Da qui nacque la passione di Luc nel disegnare monete. Passione che lo portò a vincere la selezione per le immagini comuni degli Euro. La doppia LL in basso a sinistra sotto il numero 1 è il suo marchio.

Rovescio /r: la rappresentazione dell’Albero della Vita con cinque diverse foglie di alberi nativi nei cinque continenti. Sul giro l’iscrizione “UNITED FUTURE WORLD CURRENCY”.  L’autore del rovescio è Laura Cretara, oggi responsabile artistica della Zecca di Roma, che l’assunse nel 1961 come incisore; prima donna a firmare una moneta nella storia della numismatica italiana, è autrice di moltissime monete della nostra storia repubblicana.

In attesa che la moneta scompaia definitivamente perché dematerializzata in digital-coin, in un semplice passaggio di bit da un conto ad un altro, forse avremo la fortuna di vedere all’opera UFWC

Voi che ne dite?

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4 risposte a la moneta del pianeta

  1. Pingback: la futura moneta del pianeta (3) | Grammi di Storia

  2. Pingback: la futura moneta del pianeta (2) | Grammi di Storia

  3. Esiste già.
    Saluti.
    RMG

  4. Daniele Riva ha detto:

    Sono assolutamente contrario a questa globalizzazione della moneta: a me piacciono i localismi, la piccola rupia nepalese, il toea della Papua Nuova Guinea, il guaranì del Paraguay, il còrdoba del Nicaragua. Mi piace andare all’estero e rimanere lì a fare i conti sulla valuta per rapportarla alla mia. Già l’euro è una costrizione che mi priva di questi piccoli piaceri, è un’uniformità che forse sarà anche utile e vantaggiosa ma toglie poesia. Ecco, finisce sempre lì… la poesia…

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