Secessionismo monetario in USA?


[61° grammo]

Fino ad un passato non troppo lontano le monete erano coniate in  metalli “nobili”, oro e argento, ed in metalli “vili”, rame e leghe varie.

Le monete d’oro erano destinate ai pagamenti tra governi, o a grandi transazioni commerciali. Ad esempio un appezzamento di terreno lo si poteva comprare pagandolo in fiorini o  zecchini

Piastra Ferdinando IVLe monete d’argento erano usate per pagamenti importanti come stipendi, o beni di valore. Ad esempio un vestito lussuoso poteva essere acquistato con delle piastre o dei tornesi

Le monete in rame invece erano utilizzate per il piccolo commercio; baiocchi e quattrini servivano a comprare il pane o il vino.

Oggi le monete in oro e argento, sono coniate esclusivamente per i collezionisti e per gli investitori e non destinate alla circolazione. Sono chiamate monete da investimento ed anche se hanno corso legale non valgono per il loro valore nominale ma per la quantità di metallo nobile che contengono. Invece nelle nostre tasche abbiamo monete in ottone, rame, acciaio e lege derivate, il cui valore è dato dal valore nominale inciso su una delle facce. Ed è con queste monete e con le banconote che possiamo fare acquisti, non con quelle da investimento

Facciamo un esempio: se fossimo in USA non potremmo comprare un’automobile e pagarla in contanti con 20 American Eagle da 50$, a meno che il venditore non sia disposto ad accettarle.

Ora però nel paese del dollaro accade una cosa strana. Un po’ per la crisi, ma più probabilmente per reagioni politiche in vista delle prossime presidenziali, i conservatori più radicali (quelli dei Tea Party per intenderci) stanno facendo risorgere le mai sopite idee di moneta locale, nel tentativo di sabotare le politiche economiche di Obama. (Ne abbiamo sentito parlare anche qui in Italia, qualcuno tra un faruglio e l’altro ha blaterato di moneta padana)

Negli USA la costituzione vieta l’emissione autonoma di banconote ma non esclude la coniazione di monete in metallo nobile, oro o argento. E così lo Utah ha di recente varato una legge che permette il pagamento dei debiti con monete d’oro e d’argento da coniarsi nella zecca locale. Quindi monete dello Utah il cui valore di pagamento dipendera non da quello nominale ma da quello di mercato dipendente dal peso e dal titolo della moneta.

Forse si possono rintracciare nelle origini dello Utah le ragioni che oggi lo portano a guidare questa campagna diciamo di secessionismo monetario. Nel 1847 nello Utah si insediò la comunità dei mormoni che ne fecero un vero stato teocratico. Il Congresso non lo riconobbe mai e lo accettò nell’Unione solo nel 1890 dopo aver apportato alcune modifiche a leggi illiberali e fondamentaliste.

Chissà che non riproporranno le vecchie monete dei mormoni del periodo della corsa all’oro, quando esistevano molte zecche private oltre alla giovane zecca USA.

Utah 1849 – 2,5 dollari d’oro Mormoni

APPROFONDIMENTI

www.nytimes.com/2011/05/30

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