il giornale della numismatica

NEWS:

Sto sfogliando il primo numero di una nuova rivista; l’unica in Italia nel suo genere, che si rivolge ad appassionati ed esperti; ovvero a coloro che, ognuno a modo proprio, si sentono numismatici: è Il giornale della numismatica diretta da Roberto Ganganelli

Nell’editoriale del numero zero il direttore scrive:

“Il giornale della numismatica si propone dunque come voce indipendente e medium informativo, spazio di dibattito e di approfondimento per coloro che in Italia, pur spinti da approcci e motivazioni diverse, “si sentono numismatici”. Nella rivista troveranno spazio servizi ed articoli monografici sulle monete antiche, medievali e moderne, la cartamoneta e i gettoni, senza dimenticare l’arte tutta italiana della medaglia e le discipline affini…”

A Roberto Ganganelli ed alla redazione in bocca al… punzone (?)

 

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Popolo Siriano, c’è una moneta da creare

[47° grammo]

Le primavere Arabe del 2011 hanno portato al crollo dei regimi in Tunisia, Egitto, Libia. Speriamo che il 2012 sia l’anno della Siria.

Cercando nella mia collezione è uscita fuori questa moneta: CINQ (5) Piastres in bronzo-alluminio del 1926 – ETAT DE SYRIE

La moneta ci racconta e ci ricorda che il moderno stato Siriano nacque sotto il Mandato Francese, assegnato dalla Società delle Nazioni quando alla fine della Prima Guerra Mondiale venne ridisegnato a tavolino il Medio-Oriente. Si potrebbe dire un disegno molto anglo-francese visto che Siria e Libano finirono sotto l’area di influenza della Francia, mentre Palestina, Iraq e Transgiordania sotto quella della Gran Bretagna.

Nel 1946 la Siria acquistò l’indipendenza ma il popolo siriano è ancora in attesa di acquistare anche la democrazia. Già perché dopo il fallito tentativo della Repubblica Araba Unita ed un susseguirsi di governi e colpi di stato, nel 1963 il potere venne preso dal partito Baath, panarabo ma soprattutto  filo-sovietico. Una dittatura monopartitica e dinastica che dura ancora oggi con la famiglia Asad al potere dal 1970.

Il simbolo di questo lungo periodo (e non solo) è rappresentato nella moneta qui sopra,  5o piastre del 1979.  L’aquila o il falcone di Quraish, è l’emblema della tribù del profeta Maometto, ed è un simbolo del nazionalismo arabo, del panarabismo, utilizzato su monete, bandiere a blasoni da: Egitto, Libia, Siria e Yemen

Possiamo dire che l’aquila/falcone di Quraish è di fatto il simbolo delle dittature arabe che finalmente stanno finendo.

Ora attendiamo fiduciosi che il 2012 sia l’anno della libertà per il popolo siriano, attendiamo che cada il regime ed che il dittatore Bashār al-Asad sia consegnato al Tibunale Innternazionale per i crimini commessi contro il proprio popolo.

E attendiamo l’arrivo di una nuova moneta come simbolo della liberazione e della democrazia attesa dal 1946.

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la valle del dollaro

[46° grammo]

A monte del dollaro c’è una valle

In questo giochetto di parole si racchiude la storia e le origini della parola dollaro, il nome di varie monete mondiali, in primis quella USA e poi dell’Australia, Canada, Hong Kong,  Liberia, Nuova Zelanda, Panama ed altre decine di stati

Scavando alla ricerca delle radici del dollaro, appena sotto la superficie troviamo il  dolares, poi andando più giù troviamo il tallero ed infine la solida radice: il thaler

dollaro -> dolares -> tallero -> thaler

Partiamo dalla radice e risaliamo.

I Monti Metalliferi sono una catena montuosa che funge da confine naturale tra l’attuale Repubblica Ceca e la Germania ed il particolare separa le due rispettive regioni: Boemia e Sassonia (in evidenza nella cartina di lato riferita all’anno 1000).

L’appellativo metallifero dice tutto sull’importanza di questa zona, che crebbe in particolare durante l’alto medioevo, quando vi furono scoperti vari giacimenti di argento. In quel periodo l’argento scarseggiava in tutta l’Europa ed infatti le monete erano svalutate e contenevano magre quantità di metallo fino (titolo). Le scoperte di copiosi depositi di argento favorì la ripresa di una moneta forte ed anche dell’economia.

Il conte boemo Stephan Schlick era proprietario di terre nella zona chiamata Joachimsthal ossia valle di San Gioacchino; ed ecco che siamo alla radice: si perché il suffisso thal=valle.

In questa zona verrà scoperto un grosso giacimento di argento ed il conte aprì una minierà che fece arrivare migliaia di lavoratori anche dalla Sassonia; la valle divenne così popolata ed operosa che ottenne lo status di città libera, e non solo. Intorno al 1520 il conte ottenne l’autorizzazione dal re di Boemia di battere moneta e così con l’argento estratto dalle sue miniere decise di coniare una grossa moneta che fu chiamata Joachimsthaler

Joachimsthaler

[Sul dritto San Gioacchino e sul rovescio il leone di Boemia]

Anche altre valli della zona, ricche di miniere, iniziarono a battere monete simili, ognuna con il suo nome seguito dal suffisso thaler. In poco tempo divenne d’uso comune utilizzare solo il suffisso e queste monete d’argento presero a circolare con successo in tutta Europa con il nome di thaler = talleri

Il Tallero divenne una moneta di riferimento in Europa, usato come standard nel commercio e battuto da Germania, Prussia e Austria. Una moneta d’argento di grande dimensione come la Corona inglese ed il Reale spagnolo

Quando gli europei iniziarono a colonizzare le americhe si portarono dietro le loro monete ma poi nei vari insediamenti proprio per la scarsità di moneta utilizzarono di tutto per le locali attività commerciali; pietre, conchiglie, metalli, pezzi di monete ecc

Furono gli Spagnoli i primi a portare le proprie monete nel nuovo mondo e ad aprire le zecche nel sud America e nel Messico. Con la riforma monetaria del 1497 gli spagnoli avevano creato il peso, noto anche come Pezzo da Otto perché si trattava di una moneta d’argento dal valore di 8 Reali.

Pezzo da Otto

[foto da  wikipedia]

Sul rovescio: due emisferi terrestri tra le colonne d’Ercole cinte da un nastro con il motto PLUS ULTRA (più avanti). Di lato la M simbolo della zecca del Messico

Sul dritto: sul contorno la legenda “Filippo V, per grazia di Dio, re delle Spagne e delle Indie” e al centro lo stemma di Castiglia e León con Granada alla base e lo scudo dell’Angiò.

I Pezzi da Otto erano ufficialmente dei Pesos ma vennero chiamati anche Dolares, dizione spagnola di thaler,  in quanto moneta simile al Tallero.

A partire dal XVI secolo questi dolares battuti nella Zecca di Lima e poi da quella del Messico, iniziarono a circolare in tutta l’America Ispanica e poi nelle altre colonie europee nel nord, assieme alle monete inglesi. Alla fine però i Dollari Spagnoli vinsero sulle Sterline Inglesi.

Il Regno Inglese aveva stabilito che qualsiasi genere di valore trovato nelle loro colonie dovesse essere spedito in Inghilterra,  così come le eventuali monete straniere. Aveva concepito un sistema di monopolio del commercio che di fatto imponeva alle colonie di trattare esclusivamente con la madrepatria. Totalmente inaccettabile per lo spirito libero ed imprenditoriale degli Americani che invece fecero tutt’altro. Traffici locali ed utilizzo di varie monete tra cui alla fine preferirono i Dollari Spagnoli

Peace Dollar 1921Gli Stati Uniti d’America nascono nel 1776 ma non batteranno moneta fino al 1792 anno in cui venne emesso il Coinage Act.

L’allora segretario al tesoro Alexander Hamilton raccomandò al congresso di utilizzare il dollaro come unità monetaria statunitense, seguendo lo standard dei dollari spagnoli; inoltre raccomandò di utilizzare il sistema decimale al posto di quello duo-decimale inglese. E così fu

Ecco come da una valle della mittle-europa  si arriva al dollaro

thaler -> tallero -> dolares -> dollaro 

PS: Se provate sul traduttore di google a scrivere la parola thaler selezionando il ceco come lingua ed ascoltate la pronuncia sentirete che si avvicina molto a dollaro

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Gettoni da Calcolo

[45° grammo]

Perché si chiama gettone?

L’ho scoperto per caso, scrivendo un post su ArcheoComputing il blog dove parlo di archeologia informatica.

Nell’alto medioevo, dei dischetti metallici coniati iniziarono a sostituire i ciotoli utilizzati fino a quel momento come pedine sui tavoli da calcolo. In pratica i conteggi ed i calcoli matematici erano effettuati su queste grandi scacchiere muovendo le pedine-gettoni sulle caselle. Per i dettagli leggete l’articolo Abaco-Desktop

I primi gettoni da calcolo vennero realizzati a partire dal 1200 in Italia e in Francia; ed è proprio da qui che viene il nome. Infatti, in Francia questi dischetti erano chiamati jetons dal verbo francese jeter = gettare, che si riferiva al gesto di gettare le pedine fuori dal tavolo dell’abaco durante i calcoli.

gettone di Norimberga

In un gettone di Norimberga qui sopra si nota l’immagine del mercante alle prese con un tavolo da calcolo e gettoni.

La cosa interessante è l’uso laterale che se ne fece nel tempo. Autorità e personalità varie presero a produrre questi gettoni con le proprie insegne a scopo propagandistico e di costume.

Questo (sopra) è un esempio di gettone da calcolo in rame del 16° secolo (1561 come si legge sul rovescio) che si fece battere il vescovo di Cambray, un certo Maximiliam di Bergen op Zom. Sul dritto il suo stemma araldico sul rovescio un orologio a pendolo a simbolizzare il motto sulla legenda “NEC CITO NEC TEMERE

I ricchi borghesi ed i nobili arrivarono ad utilizzarli come oggetti da regalo e poi per celebrare il nuovo anno. In questo particolare caso, un vecchio set di gettoni veniva appositamente disposto in modo da rappresentare gli errori dell’anno passato  e quindi gettato, probabilmente nel fiume per chi li aveva a portata. L’usanza fu così diffusa e di moda che sembra si coniassero appositamente set celebrativi per il nuovo anno. Fortunatamente i gettoni continueranno ad avere una loro vita più dignitosa di questa e parallela a quella delle monete; ma questa è tutta un’altra storia

 

 

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Monete da Casino

[ 44° grammo]

Se al casinò si usano le fiches, cosa si usa al casino?

Se l’ultima parola vi turba è meglio che non proseguiate la lettura perchè, per i bigotti pensatori, peggiora.

Ebbene si, il mestiere più antico del mondo ha avuto anche una sua “moneta”,  o meglio un sostituto come le fiches, circolabile e  spendibile all’interno dei lupanare, i famosi bordelli romani (ricordate che lupa in latino significa anche puttana)

Gli antichi Romani affiancavano alle monete statali anche delle tessere in bronzo che permettevano ad esempio di accedere alla distribuzione alimentare come nel caso delle tesserae frumentariae. Probabilmente per evitare che all’interno dei bordelli circolasse moneta con l’effigie dell’imperatore, intorno al I secolo d.C. introdussero le spintrie delle tesserae eroticae con le quali pagare le prestazioni sessuali alle prostituite.

La spintria era quindi un gettone in bronzo simile ad una moneta dove al dritto era risportata una scena erotica mentre al rovescio dei numeri da I a XVI

fonte: Lamoneta

Diverse erano le scene sul dritto delle spintrie, che rappresentavano coiti e fellatio come in un catalogo erotico, un kamasutra in gettoni.

E’ possibile che il cliente presentasse alla prostituta la sprintia con l’immagine della prestazione che desiderava. I numeri sul rovescio invece potrebbero rappresentare il costo della prestazione oppure il numero della camera

Da quello che ho capito il termine spintria dovrebbe significare (dal latino) qualcosa tipo “ardore libidinoso” e  fu coniata appositamente per descrivere gli atteggiamenti dell’imperatore Tiberio che pase se la spassasse parecchio.

Ora è probabile che questo vi faccia venire in mente qualcuno del presente; nel caso si potrebbe giocare ad attualizzare il nome spintria: fatemi sapere la vostra proposta

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